Sul Pregiudizio
Sta accadendo tutto cosi in
fretta. Il mondo si appresta al cambiamento adattandosi a concetti sempre più
fluidi e sfumati.
Eppure, sotto una superfice che
sembra assestarsi perfettamente attorno a questi nuovi contorni, si nascondono
antichi pregiudizi.
Mi rendo conto che diverse
persone, uomini e donne senza distinzione,
pur riuscendo a gestire in modo funambolesco le nuove definizioni di
genere, non siano ancora in grado di maneggiare la figura femminile.
Non mi riferisco alle
"dolcemente complicate" ma a
quelle donne con un comportamento che travalichi gli schemi.
Si fa ancora fatica ad accettare
la credibilità di una donna professionale
e competente ma intrinsecamente femminile.
Tutto ciò che non può essere incasellato destabilizza facendo emergere paure ancestrali.
Forse perché siamo abituati a
vivere secondo precisi dettami e ci inventiamo nuovi termini per dare un nome a
ciò che ci spaventa, Abbiamo bisogno di
mettere etichette, perché quando una cosa viene classificata ci rassicura anche se non ne conosciamo la
vera natura.
La nostra mente vuole andare dal
punto A al punto B facendo il percorso più rapido e meno faticoso, se qualcosa
ci obbliga a intraprendere ragionamenti impegnativi può accadere che abbassiamo
le saracinesche cognitive.
Il nostro retaggio è ancora forte
e ci impedisce di associare il sacro con il profano.
Abbiamo ancora tanta strada da
fare, non solo in questo campo.
In breve: se una donna indossa i
tacchi non significa necessariamente che sia sessualmente disponibile.
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