Che ne so io dell'amore?


 


Forse che, con il passare degli anni, cambiano le prospettive ma non l'intensità dei sentimenti. Che sono sempre unici.

Crescendo capisci che l'attrazione è  provocata da un semplice  effetto chimico piuttosto scontato.

Poi, la banalità del quotidiano, uccide ogni illusione.

Ed è per questo che si impara ad apprezzare quel tipo di legame sotterraneo che persiste senza incoraggiamento e che ci spinge lontano per riuscire a capire quanto si è vicini. Quel sentimento  che induce a costruire  ponti per ritrovarsi ogni volta.

Perché la chimica può ingannare i recettori ma non può nulla contro la ragione, che conosce i profondi motivi di quell'attrazione.

 

Non c'è fortuna più grande del trovare qualcuno in grado di dare un senso al caos

 

che abbiamo in testa, disegnando strade diritte dove prima c'erano solo crepacci.

È qualcosa che ha del miracoloso, simile al riconoscere tra tanti corpi quello che sceglieremmo per reincarnarci nella prossima vita.

Si chiama appartenenza e ha poco a che vedere con la chimica. Significa avere l'impronta di qualcun'altro dentro di sè.

Anche se si trova dall altra parte della galassia, anche quando non c'è e puoi solo passeggiare nei suoi silenzi. Queste sono emozioni che appartengono solo alle persone selvagge,  libere di appartenere. Quelle che non hanno recinti e che scelgono ogni volta di ritornare perché hanno un pascolo sicuro.

 

È l'assoluta certezza di essere nelle giuste mani e che spinge a fare cose che non faremmo per nessun altro al mondo.


Commenti

Post più popolari